L’infermiere davanti al giudice ha dichiarato che è stato l’attore a tentare di comprare il suo silenzio per le mancate cure a Jett
Si ingarbuglia sempre di più la vicenda giudziaria che vede l’attore John Travolta, che ha perso il figlio Jett da qualche mese, vittima di estorsione da parte di
A parlare davanti al giudice questa volta è l’infermiere, accusato da Travolta di aver tentato di estorcergli 15 milioni di euro dopo la morte del figlio in cambio di tenere nascosti alcuni documenti. Secondo Tarino Lightbourne infatti sarebbe stato l’attore a tentare di non far scoprire come al piccol Jett non siano state date le cure mediche adeguate durante il malore. Non solo, secondo l’infermiere fu lo stesso avvocato di Travolta Michael Dermott a dirgli che gli avrebbero dato 15 milioni di dollari per comprare il suo silenzio, dal momento che – è la versione di Tarino – Travolta avrebbe firmato un foglio per rifiutare i soccorsi e il trasporto in ospedale per il figlio 16enne.
Dal canto suo l’attore di Pulp Fiction ha ammesso di aver firmato un foglio ma ritenendolo una procedura standard, e che comunque poi il ragazzino è stato immediatamente trasportato in ospedale, dove poi è morto. Secondo i legali di Travolta gli accusati stanno solo tentando di distorcere la realtà, ovvero che sia Lightbourne che Pleasant Bridgewater, rispettivamente avvocato e ex senatore delle Bahamas, abbiano tentato di estorcere 25 milioni di dollari alla famiglia Travolta.
Ma Lightbourne si è difeso parlando anche alla giuria, a raccontato come quella sera avesse trovato il ragazzo nudo sul pavimento, il battito del polso assente, le pupille dilatate e fisse e macchie di sangue sulla bocca, le orecchie e il naso.
Ma la tesi della difesa resta invariata. ovvero che i presunti estorsori avevano intenzione di far conoscere alla stampa scandalistica una storia sull’attore e la moglie, ovvero che avessero intenzionalmente ucciso il figlio.
















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