Jack Dorsey, il fondatore della piattaforma di microblogging Twitter svela la sua anima ad uno piscanalista Junghiano al Rubin Museum of Art di New York
Jack Dorsey, il presidente e co-fondatore del popolare servizio di microblogging Twitter ha scelto di rivelare i segreti della sua anima al pubblico. Proprio così, Dorsey ha tenuto una seduta pubblica di psicoanalisi con un analista junghiano durante un seminario presso la Rubin Museum of Art di New York. “Ho pensato che fosse un esperimento impressionante,” ha detto Dorsey. “Non l’avevo mai fatto prima.”
Proprio presso il museo di New York in questi giorni è esposto il Libro rosso (o Red Book) di Carl Gustav Jung, psicanalista padre della teoria degli archetipi, che contiene una serie di brani inediti definiti “il Santo Graal dell’inconscio”. Sono testi che la famiglia avrebbe deciso di tenere segreti per decenni per via dei contenuti ai limiti delle allucinazioni. Ed è stato proprio il presidente di Twitter a sperimentare sulla propria pelle – anzi converrebbe dire sulla propria anima – cosa questo libro contenesse. Non sarà l’unico. L’esposizione del Libro Rosso prevede altri dibattiti con scrittori, artisti e altri luminari – compresi i premi Pulitzer Alice Walker, Sarah Silverman e il comico e sceneggiatore Charlie Kaufman .
A ben guardare, infatti, il fenomeno Twitter ha molto a che fare con l’inconscio collettivo e le tendenze di massa. E per Dorsey è stata l’occasione per rivelare da dove fosse nata la sua passsione per la programmazione, l’informatica, e la sua fissazione per le mappe.
Ma Twitter a parte, la storia del libro rosso di Jung ha ben altro da raccontare. Gli studi dello psicanalista che ha fondato le teorie fondamentali delgli archetipi e dell’inconscio collettivo (da cui il pensiero New Age) nel Libro Rosso hanno preso una strada diversa. Hanno esplorato la cosiddetta “immaginazione attiva” e documentano allucinazioni di Jung che la famiglia pensò bene di nascondere per non compromettere la credibilità professionale del professore.
Fonte: Wall Street Journal
















Discussion
Nessun commento per “Il fondatore di Twitter in analisi da Jung”